Gli strumenti web 2.0 riusciranno a far riesaminare i tagli che i CIO hanno deciso ai loro budgets in un ottica di riduzione della spesa?
C'è chi afferma che essi sono poco costosi e teoricamente possono aiutare a stringere relazioni , ma come misurarne il ROI?
La recessione econominca sarà un vantaggio o no per lo sviluppo del web 2.0?
Ci sono punti di vista diversi, ad esempio c'è chi pensa che questi strumenti essendo usati prevalentemente dalla funzioni sales e marketing avranno notevoli difficoltà in quanto tali funzioni sono e saranno soggette in questo periodo al fuoco incrociato dei vertici aziendali.
Dall'altro lato tali strumenti sono poco costosi e possono aiutare ad incrementare sia le relazioni tra le aziende sia le relazioni tra le aziende ed i loro clienti e ciò in un periodo di recessione rappresenta un grande valore come affermano anche gli analisti di Forrester Research.
Rispondo volentieri a questo "stimolante" domanda posta da Antonio ... penso che tutti noi abbiamo bisogno di confrontarci su argomenti di attualità che ci vedono coinvolti, Aziende comprese, per capire come muoversi oggi e domani.
Personalmete sono convinto che questi periodi di crisi possono aiutarci a fare una "selezione" delle cose veramente utili da quelle che un tempo forse acquistavamo solo perchè erano di moda e che in breve mettevamo nel dimenticatoio ...
Oggi IKEA di Padova era "strapieno" di gente che come tante formichine seguivano il percorso guidato dei vari stands e ognuno di loro aveva in mano qualcosa ... Forse ieri il carrello era sempre pieno, oggi dedichiamo più tempo a selezionare le cose, poche ma buone, forse una sola, ma veramente utile ...
Così se lo applichiamo agli Strumenti 2.0 e alle opportunità che ne derivano, mentre ieri le Aziende erano disposte ad investire in Internet solo perchè avere un Sito Web era di moda oggi occorre fare una selezone di ciò che è utile da quello che lo è meno ...
In ultima analisi penso che la cosa fondamentale sia quella di aiutare le Aziende Italiane a "capire" come muoversi intelligentemente e con equilibrio in un mondo Tecnologico in cui stiamo vivendo e che sempre di più sta "condizionando" la nostra vita ...
Ai tempi dei nostri nonni le famiglie patriarcali riuscivano a superare qualsiasi momento di crisi restando unite ed aiutandosi gli uni gli altri in una sorta di grande famiglia in cui si pranzava insieme in grandi tavolate ... benchè fossero tempi estremamente duri la loro unione di affetti e valori li rese forti e saggi.
Ci hanno lasciato questa eredità non solo fatta di ricordi d'infanzia ma un modello da seguire per superare qualsiasi crisi dobbiamo affrontare. Ecco che diventa importante, sopratutto in momenti di recessione, unire le forze tra professonisti, fare una selezione di cosa sia veramente utile e poi presentarlo alle Aziende aiutandole a capire, investendo del nostro tempo per fare formazione, illustrando come altri si stanno muovendo in Internet, fornendo Case History di successo ...
Questa è la strada da seguire ... questo è l'obiettivo di 2.0TaskForceItaly
aggiungo volentieri alcune considerazioni sulle quali potrebbero nascere alcune riflessioni su cosa xxx2.0 sia, e se la sua completezza risieda nell'effettivo investimento finanziario o solo culturale. L'intervento proviene da altri spazi, ma non intendo aggiustarne o mutarne il contenuto, ortografia traballante compresa :-)
piccola ma non peregrina puntualizzazione: i CIO non faranno mai alcun taglio ai budget “Web 2.0″ perchè web 2.0 non fa mai parte degli asset aziendali e di solito non comporta investimenti (è disponibile gratis).
L’argomento, nei termini da te posti, si applica invece perfettamente sulla tematica Enterprise 2.0
lo scenario è divertentissimo in quanto in effetti e2.0 comporta un certo investimento, ma il recupero è molto rapido proprio per la flessibilità tipica del nuovo approccio.
Sicuramente tali strumenti favoriscono lo stringere relazioni, ma oltre questo portano nuove modalità di collaborazione che nei fatti, a costi fondamentalmente contenuti, permettono di produrre con facilità delle killer applications che ridefiniscono e mettono fuori campo molte “vecchie” tecnologie.
Ma, riflettiamo un attimo
Esiste una killer application che miri a metter fuori gioco la fabbrica di killer application enterpise 2.0 ?
Rispondere a questa domanda significa dare risposta all’interrogativo che ti ha portato a postare questo messaggio.
ebbene, la killer application di e2.0 è …
web 2.0
analizziamo: e 2.0 ha in più rispetto a w2.0 solo l’anacronistica segregazione dell’informazione in strutture “private” dell’azienda, mentre fioriscono ovunque servizi applicativi “hosted” (CRM e ERP compresi) che rendono il patrimonio informativo dell’azienda solo una inerte materia prima alla rinfusa il cui valore è esplicitato solo dalle lavorazioni ad essa destinate (queste si retaggio privato dell’azienda).
Per il resto però enterprise 2.0 non offre granchè altro in più rispetto a web 2.0. o forse abbiamo in più un (rilevantissimo) aspetto: il costo.
Concludendo …
Lato “domanda”
alcune aziende sapranno guardarsi attorno ed ottenere a costi sostenibili i servizi necessari alla propria prosperità. le altre probabilmente affronteranno la crisi con politiche di protezione, perdendo terreno (come sempre)
Lato “offerta” che ha saputo capire la rivoluzione 2.0 non dovrebbe subire impatti troppo clamorosi, mentre chi continua a voler sviluppare applicazioni o a vendere applicativi i problemi presto o tardi li avrebbe avuti in ogni caso
il mondo open indica un percorso nel quale si promuove la conoscenza rispetto alle rendite di posizione; penso che le nicchie abbiano maggior senso per il mercato Software e Servizi tradizionale (destinato a fronteggiare le batoste attese), ma 2.0 non propone tanto incrementi di copertura quanto miglioramenti nei flussi che hanno, penso, una valenza trasversale.
forse è il momento di una consulenza che sappia avere la giusta sensibilità ai bisogni del mercato, che sappia assumere consapevolezza del non proporre soluzioni ma indicare percorsi che non comportino impatti catastrofici sia sul piano finanziario sia sul piano organizzativo, laddove fino ad ora è stata un "traino" per i vari sap, pipolsoft etc.
il punto potrebbe essere l'aggregare contenuto, anche ideativo, che permetta di riuscire a trasmettere le suggestioni alle quali siamo noi stessi soggetti
Il fatto che stiamo vivendo una rivoluzione tecnologica non significa che questa rivoluzione sia veloce abbastanza da poterne vedere i risultati positivi entro breve.
Un nuovo paradigma tecnologico far seguire una nuova economia, che si sviluppa attraverso "fasi" le quali non sono costanti nel tempo e soprattutto non sono uguali nello specifico delle nazioni, talvolta sono proprio i governi in sinergia ad un ambiente sociale e industriale favorevole a creare il clima per il "salto evolutivo" o a decretare una definitiva "involuzione".
Nel caso della "economia informazionale" ci troviamo davanti a qualcosa di epocale e mai vissuto prima, dunque di qualcosa che è poco "prevedibile".
Dunque l'incontro di questi cambiamenti tecnologici e di una recessione ( che non si sa ancora dove ci porterà) potrebbe portare ad avvenimenti abbastanza catastrofici, che potrebbero veramente cambiare il volto del mondo come lo viviamo oggi.
In tutta la crisi attuale però penso che le piccole imprese potrebbero giovarne, cominciando a riempire il vuoto delle grandi imprese che spariscono ( se spariscono ).
Come dire.. se questa recessione sarà distruttiva, molto della ripresa dipenderà dalla capacità creativa delle piccole imprese.
Ma ancora una volta molto sta nella capacità anche di chi fa le leggi nazionali.
Quando si parla di social media spesso ci si concentra sul rapporto tra impresa e pubblico esterno, e di come la tecnologia può avere un impatto positivo di comunicazione tra le due parti.
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Coin si dimostra ancora una volta attenta agli strumenti del web 2.0 e al contributo degli utenti e lancia un modo divertente e originale di augurare buon Natale.
Infatti tramite la piattaforma Video Auguri di New Vision Group dal 18 dicembre tutt…